Paola Binante è nata a Roma, vive e lavora tra Bologna ed Urbino.
Fotografa professionista, è docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e docente e coordinatrice del corso specialistico di II livello in Fotografia all’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino. Si diploma in fotografia all’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione R. Rossellini, successivamente si laurea in Storia del Teatro alla Sapienza di Roma e in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Roma, poi in Comunicazione e Didattica dell’Arte all’Università di Bologna.
Dal 1984 si occupa, come professionista, di Fotografia d’Arte, collaborando con artisti, gallerie e musei (prima nello studio Schiavinotto e dal 1992 in proprio). Dal 1992 al 2000 è Docente di Fotografia presso l’Istituto Tecnico Roberto Rossellini di Roma. Dal 1998 al 2003 è Docente di Teoria e Tecnica Fotografica presso l’ISFCI (Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata) di Roma.
Dal 2003 al 2005 è Presidente di Progetto Photòs, Associazione per la didattica fotografica con sede a Bologna. Nel 2010 crea e coordina la specialistica in Grafica delle Immagini con Indirizzo in Fotografia dei
Beni Culturali presso l’Università degli Studi ISIA di Urbino.
Ha tenuto mostre personali e partecipato a numerose esposizioni collettive. Molte sue pubblicazioni sono edite da prestigiose case editrici e suoi interventi corredano diversi cataloghi d’arte.
L’attività sperimentale di Paola Binante, che inizia nella seconda metà degli anni Novanta, segue diverse linee di ricerca: dalla fotografia off-camera alla produzione attraverso l’uso della fotocamera, riallacciandosi in questo ultimo caso alla ricerca concettuale dove trasfigura il sistema degli oggetti attraverso un peculiare lavoro di trascrizione. Il suo ambito poetico è lo spazio che si insinua tra la materia ed il linguaggio, tra l’oggetto e la scrittura, dove per “scrittura” dobbiamo intendere la trascrizione iconica della idea, la sua comunicazione visiva.
Nel suo lavoro troviamo una vocazione oggettuale-materica che possiamo individuare come cifra estetica peculiare. Elementi caratterizzanti la sua ricerca sono le dimensioni delle opere e la loro presentazione. L’immagine fotografica diventa schermo di proiezione, in termini analitici; ma, soprattutto, cambia la percezione dell’opera da parte dello spettatore. Un articolato testo visivo che invade lo spazio del vissuto dello spettatore, intrecciando i molteplici percorsi di una soggettività presa nelle pieghe di una narrazione frammentaria tra memoria e materia delle cose.

Lucia Miodini