Il paesaggio contemporaneo

La rappresentazione dello spazio e le committenze pubbliche
Paola Binante e Riccardo Muzzi

Lo studio del territorio è da sempre al centro dell’interesse di numerosi autori e artisti che intendono la comunicazione visiva, e la fotografia in particolare, come uno strumento di analisi, una scrittura capace di interpretare lo spazio.
Attraverso un breve excursus sulla rappresentazione del paesaggio e il suo rapporto con la fotografia, verranno individuate più direzioni di senso nella figurazione dello spazio urbano e paesaggistico. Inoltre il rapporto importante che le committenze pubbliche hanno determinato nella storia della fotografia permetteranno di individuare le attuali possibilità che il progetto e la fotografia possono intraprendere.
Gli autori infine dialogheranno sull’importanza che lo studio e la ricerca siano parti fondanti del progetto e come le istituzioni universitarie siano oggi rispondenti alla formazione di un giovane autore

Paola Binante è nata a Roma, vive e lavora tra Bologna e Urbino. Fotografa professionista, è docente di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e docente e coordinatrice del corso specialistico in Fotografia all’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino.
Si diploma in fotografia all’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione R. Rossellini, successivamente si laurea in Storia del Teatro alla Sapienza di Roma e in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Roma, poi in Comunicazione e Didattica dell’Arte all’Università di Bologna.
Dal 1984 si occupa, come professionista, di Fotografia d’Arte, collaborando con artisti, gallerie e musei (prima nello studio Schiavinotto e dal 1992 in proprio). Dal 1992 al 2000 è Docente di Fotografia presso l’Istituto Tecnico Roberto Rossellini di Roma. Dal 1998 al 2003 è Docente di Teoria e Tecnica Fotografica presso l’ISFCI (Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata) di Roma. Nel 2010 crea la specialistica in Grafica delle Immagini con Indirizzo in Fotografia dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi ISIA di Urbino.
La sua personale ricerca nel campo artistico a inizio nel 2000. Ha tenuto mostre personali e partecipato a numerose esposizioni collettive in Italia e all’estero tra cui: la XIV Quadriennale di Roma, 2004; Fotografia Festival Internazionale di Roma (diverse edizioni); “Smack” Brewery Project Los Angeles-USA, 2005; “Natura e Metamorfosi”, Shanghai e Pechino, 2006; “Homage à Marco Bianco” Galleria In Camera, Monaco Monte Carlo, 2008; “Ordinary China”, Galleria Anna D’Ascanio, Roma, 2008; “Experimenta- Collezione Farnesina Giovani”, Ministero degli Affari Esteri, Roma (2008,2010); Lucca Fotofestival, Lucca, 2010; Sila dono Sovrano, Palazzo Arnone, Cosenza, 2011; “Generazioni, pluralità del femminile” Museo di Roma in Trastevere, 2014.
Molte sue pubblicazioni sono edite da prestigiose case editrici e suoi interventi corredano diversi cataloghi d’arte.

Riccardo Muzzi (Viterbo 1987) comincia a fotografare nel 2005 lavorando come fotografo commerciale in alcuni studi di Viterbo e provincia. Dopo il diploma in “Tecnico della Grafica Pubblicitaria” (2008) si iscrive all’ISIA di Urbino dove conseguo il diploma in “Grafica Editoriale e Comunicazione Visiva” (2012) e successivamente la laurea magistrale in “Grafica delle Immagini: Fotografia per i Beni Culturali” (2014) con la tesi “Fiumi Uniti”, poi pubblicata dall’Osservatorio Fotografico di Ravenna. Durante il suo percorso di ricerca ha esposto alla “Biennale dei Giovani Fotografi” di Bibbiena (2010),al “SIfest” di Savignano sul Rubicone (2012-2013), “Looking On” a Ravenna, al “Rovinj Photo Days” di Rovigno in Croazia (2015) e nella sede di Linea di Confine a Rubiera. Al momento la sua attività professionale riguarda soprattutto la fotografia di documentazione dei beni culturali e l’insegnamento alla scuola superiore come docente di Progettazione Grafica e un corso di alternanza scuola lavoro di legatoria e cartotecnica.

Sabato 13 Giugno 2015
Sala Conferenze Biblioteca Comunale Largo S.Pietro, 1 – Montefiascone (VT)

Ingresso libero

Ufficio Stampa
Luciano Zuccaccia tel. 3356634857
incontrifoto.montefiascone@gmail.com

AccaAtelier

L’artista con lo studio intorno
Studi aperti
con scambi internazionali tra artisti
(Glasgow/Lisbona/Marsiglia/Parigi)
sabato 13 e domenica 14 giugno
dalle h11 alle h20
Torino

Programma completo ➝

Punto di Svista 04|2014

 

CONVERSAZIONI SULLE ARTI VISIVE – FOTOGRAFIA – PODCAST
Paola Binante. Generazioni. Pluralità del femminile

In occasione della mostra Generazioni – Pluralità del femminile esposta presso il Museo di Roma in Trastevere, incontriamo l’artefice del progetto Paola Binante, con la quale intrecciamo un dialogo nel nostro spazio di Conversazioni sulle arti visive. Insieme abbiamo cercato di percorrere, partendo da quest’ultimo lavoro, alcune sue esperienze realizzate sia come autrice che come docente.

Attiva fin da giovanissima nell’ambito della fotografia, iniziando a collaborare in uno studio per la riproduzione di opere d’arte, sviluppa nel tempo una sua personale visione che ne determina la cifra stilistica. L’autrice cerca e sonda negli oggetti e nel rapporto con ciò che la circonda quella quotidianità che è, momento per momento, il vissuto delle nostre esistenze. Lo realizza sottraendo, a ciò che fotografa, quella patina di seduzione visiva che si deposita induttivamente sulle cose, facendone emergere invece la pratica d’uso e la gestualità in cui tutti le riconosciamo, determinandone gli aspetti relazionali.

Attualmente, oltre l’attività di autrice, insegna fotografia all’ISIA (Istituto Superiore Industrie Artistiche) di Urbino, istituto pubblico di livello universitario, dove ha creato e coordina, all’interno della specialistica, un corso in Grafica delle Immagini con Indirizzo in Fotografia dei Beni Culturali. E’ stato realizzato unitamente alla mostra un libro fotografico, dal titolo omonimo a quello del progetto esposto, in cui sono state messe in opera alcune pratiche e strategie che sono alla base del suo corso di insegnamento.

© Punto di Svista 04/2014

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2014, Generazioni

La particolare natura del progetto, con gli oggetti d’uso comune nel passato ritratti dalla fotografa, si lega inoltre al tema della tradizione e degli antichi mestieri rappresentati nelle scene di vita quotidiana nella collezione permanente del museo, creando l’occasione per interessanti focus di carattere antropologico e su contiguità storico-geografiche.

Tre i lavori fondanti di questo progetto, che si è evoluto e sviluppato nel tempo proprio a testimoniare il lento processo avviato:

Generazioni (2005-2006): mediante immagini di oggetti appartenuti alla nonna, alla madre e alle zie la fotografa ricostruisce le identità frammentate;
Tatina (2011-2013): costituita da circa 36 fotografie, una grande installazione, che ricompone gli scatti fotografici di una antica fascia per avvolgere i neonati, appartenuta alla sorella;
Io sono (2013): visualizzazione della presa di coscienza del proprio io in relazione ad un cambiamento che ha attraversato le generazioni.

Nasce così un lavoro in cui il linguaggio consueto dell’artista, che sceglie di rappresentare oggetti e non persone, domina la scena: gli oggetti sembrano animarsi nella loro immobilità e attivano la memoria collettiva. L’immobilità d’un tratto viene meno, lo schema rituale, che sembra ripetersi nelle prime quattro sequenze, si scioglie, srotolandosi come la fascia di Tatina, mettendo per la prima volta in discussione quelle certezze; la libera gestione del corpo femminile, allora, diviene il tema principale. Lo sarà ancora nella serie Io sono proprio qui, infatti, le conseguenze si percepiscono con maggiore chiarezza: con una lucida autoanalisi, è nuovamente il corpo ad essere evocato attraverso gli abiti “giusti” o troppo larghi, attraverso un pranzo a base di pillole condensato in un anno di blister vuoti. Quel corpo, a lungo evocato, allora, si manifesta per la prima volta in un autoritratto: un volto privo di orpelli, nella sua nuda verità. Qui, ancora, avviene l’atto di ricongiungimento con un sé estraneo, quella rinascita psichica possibile in virtù di un viaggio critico a ritroso nel tempo, coadiuvato proprio dalla macchina fotografica impressa nella fotografia di un vecchio borsellino che chiude il lavoro.

Ciò che rende questo progetto vivo e vibrante è proprio la lucidità con cui la narrazione privata sa estendersi, mediante richiami visivi e simbolici a una dimensione pubblica, affrontando temi di pressante attualità, quali la relazione femminile con il cibo e con il corpo.

Nel corso dell’esposizione si terrà un incontro di approfondimento sull’attività delle fotografe e artiste donne.

Paola Binante è nata a Roma, vive e lavora tra Bologna ed Urbino. Fotografa professionista, è docente di Fotografia presso l’Università degli Studi ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino.

Artista/i
Paola Binante
Curatore/i
Silvana Bonfili, Elena Paloscia
Catalogo
Paola Binante, Generazioni. Pluralità del femminile, edizioni STIBU, Urbino, 2014

2014, Generazioni