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Cuore di pietra

2006-2007

Il progetto Cuore di Pietra nasce nel 2005 per documentare i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del centro di Pianoro Nuovo (Bologna). 
È un progetto site-specific ideato da Mili Romano nel quale sono stati coinvolti più artisti, che ha l’obiettivo di conservare la traccia di una memoria collettiva, e seguirne il percorso sulla via della ricerca di una nuova identità. Le palazzine comunali ex-IACP di Pianoro sono state abbattute per volontà di un piano edilizio di ristrutturazione che vede rinascere sullo stesso terreno nuovi edifici, più grandi e confortevoli, più belli e capienti; senza più umidità e vecchi odori, senza più “storia” né “passato” e con un presente ed un futuro tutto da riscrivere.

Cuore di pietra è un racconto costruito per frammenti, suddiviso in diversi capitoli, ognuno dedicato ad un abitante della casa, legati dal luogo che costituisce il filo tenace dell’intreccio. Binante “segue le tracce delle persone reali, non di una generica memoria collettiva”. Con sguardo discreto si accosta “ai luoghi della vita quotidiana di Lina, Rosa, Bruna e Giampietro”. Il racconto inizia dall’esterno della casa che costituisce l’assetto visibile di una quotidianità condivisa. L’interno, o, meglio, gli interni, sono i luoghi in cui si dispongono le cose. La nozione di luogo è assurta a topos dell’esperienza fotografica, ma l’autrice sapientemente sa come recuperare lo spessore narrativo dell’interno domestico. Ritrova quel congiungersi del luogo con la storia delle persone che permea una delle più interessanti linee della ricerca fotografica coeva. Nel progetto di Binante prevale il concetto di traccia come impronta del passato da ricordare. Quasi che non fosse più possibile narrare, raccontare la vita di donne e uomini. Ma solo alludere ad una storia, ad un racconto facendo affiorare le tracce del passato. Oppure i frammenti della vita quotidiana. Binante in questo progetto sceglie inquadrature in diagonale, punti di vista inusuali di particolare interesse in questa proposta di preservare la memoria delle persone attraverso gli spazi e gli oggetti, anzi frammenti di spazi resi attraverso inquadrature strette e diagonali.

Lucia Miodini

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